MONITORAGGI - 4° C.D.GUGLIELMO MARCONI

Vai ai contenuti

Menu principale:

MONITORAGGI

ALBO ON-LINE
 
 
Monitoraggio attività scolastiche
Controllo sistematico degli interventi educativi: il monitoraggio come valutazione esterna in prospettiva formativa


Lo scopo del monitoraggio di un intervento educativo è quello di vagliarne continuamente realizzazione, esiti e soprattutto le risposte dei soggetti coinvolti, per poter eventualmente intervenire con le opportune modifiche” (dal Dizionario di Pedagogia e Scienze dell’Educazione - P.Bertolini - Zanichelli).


Il monitoraggio, quindi, di un progetto educativo è una procedura di osservazione sistematica, è un insieme organizzato di attività finalizzate al reperimento di dati e informazioni sullo sviluppo di un fenomeno complesso entro un determinato sistema di azioni, di regole, di procedure, di fatti.

Finalità del monitoraggio

Il monitoraggio consente di cogliere i problemi emergenti, di descrivere gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione di un progetto, di reperire informazioni sui dati strutturali e organizzativi delle variabili in gioco, di evidenziare i punti di forza e i punti di debolezza, le potenzialità di strumentazione e di organizzazione, di ripensare le attività intraprese in relazione, da un lato, al processo che si intende dirigere e governare e, dall’altro, agli obiettivi e ai fini che si intendono perseguire. Il che significa che il monitoraggio non nasce mai a caso, ma poggia sempre su ipotesi ben precise.

Il monitoraggio è una operazione valutativa intenzionale che mira a visualizzare l’andamento delle variabili di un processo in atto e del loro evolversi nel tempo e nello spazio. Proprio per il fatto di essere strettamente legato ai processi in atto, il monitoraggio assume in un primo tempo il significato di autodiagnosi degli eventi che si succedono, ma subito dopo si trasforma in un’azione di sostegno e di rilancio degli stessi processi sottoposti ad osservazione.

Il monitoraggio, però, non va confuso con la valutazione intesa come espressione di giudizio, e la differenza, in verità sottile, risiede nella diversa natura delle informazioni prodotte. Il monitoraggio produce informazioni legate al processo in atto, mentre la valutazione produce informazioni legate al sistema di dati rilevati, ai criteri scelti per l' analisi, agli obiettivi da raggiungere e alle procedure e strumentazioni disponibili. Il fatto poi che molte delle operazioni metodologiche necessarie ad impostare un piano di valutazione coincidano con quelle che servono per impostare un 'attività di monitoraggio, fa passare in secondo piano il fatto che la differenza tra il monitoraggio e la valutazione risiede, come detto prima, nella natura e nella qualità delle informazioni prodotte.

In definitiva, il monitoraggio serve per conoscere in qualsiasi momento lo stato di un sistema sia nella sua complessità che nei singoli elementi, per prefigurare lo sviluppo del sistema non alterando il progetto o suggerendo modifiche di procedura e/o di organizzazione ma non di impianto, per confrontare al momento lo stato del sistema con gli stati precedenti e con quelli attesi, per confrontare le diverse situazioni all'interno delle singole scuole (tra corsi e/o tra classi o gruppi), per consentire agli operatori di produrre aggiustamenti al progetto innovativo osservato, per ricercare soluzioni atte a ridimensionare la discrepanza tra lo stato reale e quello intenzionale.

Va inoltre sottolineato che il monitoraggio, essendo azione di ricerca sul fenomeno oggetto di osservazione nella sua complessità, anche se non può essere realizzato dagli stessi attori del processo in atto che viene monitorato, deve avvalersi però della loro cooperazione.

Procedure e strumenti

Come si fa il monitoraggio? La risposta è semplice. Attraverso una ben combinata rilevazione quantitativa ed una accurata descrizione qualitativa di alcuni elementi caratterizzanti il fenomeno osservato, purché tali elementi da un lato rappresentino significativamente il processo indagato e dall’altro siano suscettibili di cambiamento, di evoluzione, di presenza/assenza.

Per il monitoraggio di particolari progetti e/o attività realizzate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado (es. sperimentazione dell'autonomia, attuazione dei Programmi operativi finanziati dal F.S.E., Ricerca-azione sui curricoli verticali negli I.C., ecc.) è stato adottato negli anni scorsi, a livello nazionale, un approccio di analisi partecipativa ed una metodologia, l’audit, utilizzata soprattutto per la “valutazione in itinere” e che, pertanto, produce immediati miglioramenti nel sistema al momento della sua realizzazione. Il team di osservatori impegnati nel monitoraggio aveva il compito di osservare e di conoscere in diretta l’andamento dei progetti e/o attività e di promuovere gli aggiustamenti necessari, identificando i problemi e ricercando soluzioni efficaci insieme ai responsabili della scuola e ai docenti coinvolti nell’azione, anche attraverso il confronto tra le diverse esperienze messe in rete.

Infatti, la conoscenza delle esperienze in corso avviene attraverso la relazione interattiva che si stabilisce tra il team di osservatori e gli operatori della scuola. A tal fine, i team di osservatori si pongono in posizione di ascolto, ricavando le informazioni sulle attività in corso di svolgimento così come le scuole intendono presentarle. Quel che ha importanza è l’attenzione partecipativa sul piano delle conoscenze e delle informazioni da parte degli osservatori che, in atteggiamento di comprensione e di amicizia (friendly), devono porre la massima attenzione a come la scuola si sta muovendo, a quali problemi è andata incontro, ai bisogni e alle necessità impellenti. Si tratta, in altri termini, di realizzare un monitoraggio conoscitivo che è insieme formativo e diagnostico, e che richiede un alto tasso di fiducia e di collaborazione tra “ gli osservatori” e gli “ osservati”.

L’audit mira al superamento della logica dei controlli formali, legati al rispetto delle norme o al conseguimento di obiettivi rigidamente e astrattamente definiti, e propone un’ attenzione particolare al processo di attuazione delle azioni, alla rinegoziazione continua del percorso formativo che avviene tra gli attori principali ( responsabili, docenti, utenti, referenti esterni) al fine di produrre, a breve e medio termine, lo sviluppo della cultura della valutazione e di promuovere la formazione di gruppi di miglioramento continuo all’nterno dell’istituzione scolastica (autovalutazione).

Le “diagnosi“ di istituto, effettuate attraverso l’audit, consentono di esprimere una valutazione quali-quantitativa degli interventi, di identificare i nodi problematici, di effettuare una riprogrammazione più mirata; in definitiva, di governare il sistema.

Naturalmente, l’unità di analisi è il singolo istituto e la logica dell’audit ha come obiettivo proprio il raggiungimento di livelli di qualità a partire dalle caratteristiche dell’istituto medesimo e non la comparazione tra istituti diversi (le eventuali problematiche che emergono devono essere sempre correlate alle condizioni reali in cui opera l’istituto).

Gli strumenti che possono essere utilizzati nel corso del monitoraggio sono:

protocollo di monitoraggio (documento in cui si fissano i criteri generali per la scelta condivisa delle strategie metodologiche, dei tempi e degli strumenti del monitoraggio);
griglie di rilevazione quali-quantitative che vengono compilate dagli operatori scolastici coinvolti direttamente o indirettamente nelle attività (per es. di sperimentazione o di ricerca-azione) che sono oggetto di monitoraggio;
schema per la raccolta dei dati/visita nelle scuole

Il monitoraggio si conclude con la elaborazione dei dati raccolti e la documentazione dei risultati ottenuti, che dovrebbero essere, successivamente, oggetto di discussione e riflessione collettiva all'interno dell'istituzione scolastica interessata.

[ Anna Marra - testo tratto da "Rivista digitale della didattica (link is external)" - Maggiolini Editore ]


 
  MONITORAGGI II QUADRIMESTRE
2016/17
 

 CLASSI PRIME
 

CLASSI SECONDE
CLASSI TERZE
CLASSI QUARTE
CLASSI QUINTE
ESITI MONITORAGGIO II QUADRIMESTRE

 CLASSI PRIME

CLASSI SECONDE

CLASSI TERZE

CLASSI QUARTE

CLASSI QUINTE
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu